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Aveva appena messo in salvo un gruppo di escursionisti messicani quando è stato investito da una pioggia di pietre. È quanto ha vissuto Loris Bianco, alpinista francese di 22 anni, l'11 agosto 2026 durante la discesa dal Monte Bianco, nel Grand Couloir del Goûter, il tratto ribattezzato «Canalone della morte». Il giovane se l'è cavata con una ferita a una mano dopo essere riuscito a scansare il grosso della scarica.
In sintesi: Loris Bianco, alpinista francese di 22 anni, è stato colpito da una scarica di sassi l'11 agosto 2026 nel Grand Couloir del Goûter sul Monte Bianco, noto come «Canalone della morte». Stava scendendo con un amico dopo aver aiutato alcuni escursionisti messicani. Ha riportato solo una ferita a una mano e ha documentato tutto in un video su Instagram.
Cosa è successo all'alpinista sul Monte Bianco?
L'incidente si è verificato l'11 agosto 2026 durante la fase di discesa. Loris Bianco stava rientrando insieme a un amico dopo aver prestato soccorso a un gruppo di escursionisti messicani, aiutandoli ad attraversare il canalone. Una volta messi in sicurezza gli altri, i due hanno ripreso la discesa.
Proprio in quel momento è arrivato il pericolo. I due alpinisti sono rimasti attardati a causa di uno stretto passaggio tra le pareti rocciose, un punto obbligato dove non è possibile procedere in fretta. Mentre erano fermi in quel varco, alcuni massi hanno iniziato a precipitare lungo il canale. Bianco è riuscito a evitare il grosso della scarica, riportando soltanto una ferita a una mano. Il bilancio, viste le circostanze, è stato tra i migliori possibili.
La dinamica racconta bene quanto sia sottile il margine su questi terreni: pochi secondi di ritardo in un passaggio angusto e una traiettoria di caduta sfortunata possono trasformare una discesa di routine in un episodio drammatico.
Perché il Grand Couloir du Goûter è chiamato «Canalone della morte»?
Il Grand Couloir du Goûter è uno dei passaggi più pericolosi dell'intera salita al Monte Bianco. Non a caso è conosciuto anche come «Canalone della morte». Si tratta di un tratto obbligato lungo la via che gli alpinisti devono attraversare, esposto in modo costante al rischio di cadute di pietre dall'alto.
La pericolosità del canalone nasce proprio dalla sua conformazione. È uno stretto passaggio incassato tra pareti rocciose, dove i sassi che si staccano dalle zone superiori convergono e scendono a grande velocità. Chi lo attraversa deve farlo il più rapidamente possibile e nei momenti giusti, perché ogni sosta prolungata aumenta l'esposizione al rischio. L'episodio dell'11 agosto conferma quanto questo tratto resti insidioso anche per chi è preparato e in grado di aiutare altri escursionisti in difficoltà.
Come si è salvato Loris Bianco?
Loris Bianco è riuscito a evitare il grosso della scarica di pietre, cavandosela con una ferita alla mano. Il ferimento leggero, a fronte di una violenta scarica di massi in un punto così esposto, indica che l'alpinista è riuscito a reagire e a proteggersi nella frazione di secondo disponibile.
La scelta di aiutare prima il gruppo di escursionisti messicani ad attraversare il canalone racconta anche un lato meno appariscente della vicenda: la solidarietà tra chi frequenta la montagna. Bianco e il suo compagno hanno messo in sicurezza gli altri prima di pensare alla propria discesa. È stato proprio dopo quel gesto, mentre erano attardati nel passaggio stretto, che sono stati sorpresi dalla caduta dei massi.
Il racconto su Instagram: cosa mostra il video?
È lo stesso Loris Bianco ad aver reso pubblica la vicenda. L'alpinista ha condiviso tutto su Instagram, dove ha raccontato la sequenza degli eventi e ha pubblicato un video che documenta quei drammatici istanti.
Le immagini restituiscono la concitazione del momento in cui i sassi sono precipitati lungo il canale. È attraverso il suo racconto social che si conoscono i dettagli della vicenda: l'aiuto agli escursionisti messicani, la ripresa della discesa, l'attesa forzata nel passaggio stretto e infine la scarica di pietre. Il video ha fatto emergere ancora una volta quanto la via normale al Monte Bianco, pur essendo molto frequentata, esponga chi la percorre a pericoli oggettivi difficili da eliminare del tutto.
I fatti in breve
Ecco un riepilogo dei punti chiave dell'episodio, basato su quanto raccontato dall'alpinista:
- Chi: Loris Bianco, alpinista francese di 22 anni
- Quando: 11 agosto 2026, durante la discesa
- Dove: Grand Couloir du Goûter, sul Monte Bianco, noto come «Canalone della morte»
- Cosa è successo: una violenta scarica di pietre ha investito il passaggio mentre lui e un amico erano attardati in uno stretto varco tra le pareti rocciose
- Il contesto: l'incidente è avvenuto dopo che i due avevano aiutato un gruppo di escursionisti messicani ad attraversare il canalone
- L'esito: Bianco ha evitato il grosso della scarica, riportando solo una ferita a una mano
- Dove è stato raccontato: su Instagram, con un video dei momenti dell'incidente
Cosa insegna questo episodio a chi punta al Monte Bianco?
La lezione più concreta riguarda il tempo di permanenza nei tratti esposti. L'episodio dell'11 agosto mostra che il rischio non dipende solo dalla propria abilità, ma anche da fattori esterni come la caduta di massi dall'alto, che possono colpire chiunque si trovi nel canale nel momento sbagliato.
Bianco e il suo compagno sono rimasti attardati a causa dello stretto passaggio tra le pareti rocciose, e proprio quella sosta forzata li ha esposti alla scarica. Il Grand Couloir du Goûter va affrontato con la consapevolezza che ogni minuto in più trascorso al suo interno aumenta l'esposizione al pericolo. Che la sosta sia volontaria, come nel caso dell'aiuto agli altri escursionisti, o forzata da un ingorgo lungo la via, il risultato in termini di rischio non cambia.
Se stai pianificando la via normale al Monte Bianco, l'indicazione che emerge da questa vicenda è chiara: tratta il Grand Couloir du Goûter come il punto più critico dell'intera ascensione e non come un semplice passaggio di collegamento. Riduci al minimo il tempo di attraversamento, evita di fermarti dove non è indispensabile e considera che, anche assistendo persone in difficoltà, ogni secondo in più nel canalone è un rischio in più. L'esperienza di Loris Bianco, finita con una sola ferita alla mano, dimostra che la prontezza di reazione conta, ma la vera prevenzione sta nel non farsi sorprendere fermi nel posto sbagliato.