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Il riconoscimento appena arrivato dall'Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite, riunita a Samarcanda, riporta l'attenzione su un modello di viaggio che in Italia funziona da secoli ma che solo ora trova la giusta valorizzazione internazionale. I borghi del turismo sostenibile rappresentano oggi una delle poche risposte concrete al sovraffollamento delle grandi città d'arte e a una domanda crescente di esperienze autentiche, lente, radicate nel territorio.
Lerici, affacciata sul Golfo dei Poeti, è entrata nella ristretta cerchia dei Best Tourism Village 2026, mentre Civita di Bagnoregio e Sabbioneta sono state selezionate per il programma di upgrade dell'agenzia ONU. Tre realtà diverse, tre conferme di una stessa intuizione: i piccoli centri italiani non sono cartoline, ma laboratori vivi di accoglienza, artigianato e gastronomia.
Offerte e risorse utili:
Cosa significa davvero "turismo sostenibile" in un borgo
La parola sostenibilità rischia di svuotarsi se non la si ancora alla pratica quotidiana. Nei criteri ONU pesano la tutela del patrimonio culturale e naturale, l'inclusione economica delle comunità locali, la capacità di trattenere giovani e mestieri tradizionali. Lerici, con poco più di diecimila abitanti, ha lavorato proprio su questo: diversificare l'offerta oltre la stagione balneare, sostenere la pesca artigianale, valorizzare i sentieri costieri verso Tellaro e Portovenere.
È un approccio che chiede al viaggiatore una piccola conversione di sguardo. Significa scegliere la trattoria di paese invece della catena, dormire in un albergo diffuso, spostarsi a piedi o con i mezzi locali. Anche le abitudini di pagamento contano: usare strumenti come l'app di pagamento Satispay aiuta i piccoli commercianti a ridurre le commissioni e mantenere prezzi onesti, un dettaglio che fa la differenza nelle micro economie di paese.
Lerici, Civita e Sabbioneta: tre modelli da imitare
Lerici incarna la riconversione di una località già famosa verso un turismo più equilibrato. Civita di Bagnoregio, la celebre "città che muore" arroccata sui calanchi della Tuscia, ha trasformato la propria fragilità geologica in un caso studio di gestione dei flussi: ingressi contingentati, contributo di accesso, monitoraggio costante delle pietre e delle case. Sabbioneta, città ideale rinascimentale voluta da Vespasiano Gonzaga, dimostra come l'urbanistica del Cinquecento possa parlare ancora ai visitatori contemporanei se accompagnata da una narrazione curata.
Il filo conduttore è la dimensione umana. In tutti e tre i casi, l'amministrazione locale ha capito che la quantità di turisti non è la metrica giusta. Conta la qualità dell'incontro, la durata del soggiorno, la ricchezza che resta sul territorio.
Come pianificare un viaggio lento nel 2026
Chi vuole sperimentare questa filosofia ha oggi più strumenti che mai. Ecco alcuni consigli pratici per organizzare una vacanza nei borghi.
Scegliere la stagione giusta
Maggio, giugno e settembre offrono temperature miti, sagre autentiche e prezzi inferiori rispetto al picco estivo. Civita è splendida con la nebbia mattutina d'autunno, Lerici dà il meglio nelle giornate ventilate di tarda primavera.
Combinare borghi e natura circostante
Un soggiorno di tre o quattro notti permette di abbinare la visita al centro storico con escursioni nei dintorni: i sentieri delle Cinque Terre da Lerici, i calanchi della Teverina da Civita, le ville gonzaghesche attorno a Sabbioneta. Per chi ama il modello del villaggio organizzato come base per esplorazioni mirate, le proposte di pacchetti vacanza Veratour restano un punto di riferimento per famiglie che vogliono semplificare la logistica.
Allargare lo sguardo oltre confine
Il modello dei Best Tourism Village si applica anche fuori dall'Italia. Chi vuole assaggiare l'aria pura di alta quota può valutare un'escursione come il tour guidato a Kazbegi e Gudauri da Tbilisi, esperienza che condivide con i borghi italiani la stessa attenzione alle comunità di montagna e alla loro identità.
Un patrimonio da proteggere, non da consumare
Il premio di Samarcanda non è un punto d'arrivo ma un impegno. L'Italia conta oltre cinquemilaseicento borghi e molti di loro rischiano lo spopolamento se non trovano un equilibrio fra accoglienza e identità. Viaggiare con consapevolezza, scegliere strutture locali, rispettare i tempi delle comunità: sono gesti semplici che decideranno se questi piccoli capolavori resteranno vivi anche per i nostri figli.